In Italia un buon matcha cerimoniale costa in genere 15–45 € per 30–50 g, cioè circa 0,60–3,00 € a tazza. Il matcha culinario costa meno, circa 10–20 € per 100 g, perché viene da una raccolta più tardiva. Molto al di sotto di questi prezzi paghi quasi sempre qualcosa di diverso da ciò che pensi: una raccolta tardiva, una macinatura più grossolana o un tè rimasto un anno in magazzino.
Cosa paghi davvero
Il prezzo del matcha si compone di quattro voci, e nessuna dipende dal marketing.
Raccolta. La prima raccolta primaverile dà le foglie più giovani, il contenuto più alto di amminoacidi e il minimo di amaro. La seconda e la terza raccolta costano meno da produrre e hanno un sapore meno dolce.
Ombreggiatura. Tre-quattro settimane sotto le stuoie ombreggianti riducono la resa dello stesso campo. Questa perdita la paga chi compra, che in cambio ottiene umami e colore.
Macinatura. Le macine di pietra macinano circa 40 g all’ora. Un mulino a sfere fa lo stesso in un minuto, ma scalda la polvere e rovina l’aroma. La differenza si vede nel prezzo e si sente nel sapore.
Freschezza. Il matcha non matura, invecchia e basta. Un tè rimasto sei mesi su un bancale costa meno ed è sensibilmente peggiore.
Quanto costa una tazza?
È l’unico numero che permette davvero di confrontare le offerte. Una porzione è di 2 g, quindi un barattolo da 100 g dà 50 tazze e uno da 30 g ne dà quindici. Un barattolo da 100 g a 25 € costa 0,50 € a tazza. La stessa cifra per 30 g significa 1,67 € a tazza. Il prezzo sul barattolo può ingannare; quello a tazza no.
Per fare un confronto: al bar un matcha latte costa in media 6 €, e nei locali specializzati si arriva a 8–10 €. Anche un buon matcha cerimoniale preparato a casa costa di solito una frazione di quel prezzo.
Quando economico vuol dire scadente
Non sempre. Il matcha culinario costa meno per ragioni tecniche, non di qualità: una raccolta successiva e una macinatura più grossolana danno un profilo più deciso e riconoscibile, che in un matcha latte è un vantaggio, non un difetto. Comprare matcha cerimoniale per farci il matcha latte è il modo più comune di pagare troppo.
Fai attenzione, invece, ad altro: matcha senza raccolta né paese d’origine indicati, venduto in confezioni trasparenti e di un colore più cachi che verde. Di solito sono segnali che stai pagando il prezzo pieno per un tè vecchio o di raccolta tardiva.
Come capire se il prezzo è giusto
Il venditore indica il peso e sa dirti se è un matcha da bere o per il matcha latte.
La confezione è opaca ed ermetica: luce e umidità rovinano il matcha più in fretta del tempo.
Il colore è verde brillante, non oliva né giallastro.
Il prezzo a tazza rientra nella fascia indicata all’inizio di questo articolo, o è un po’ più basso se il barattolo è grande.
Quanto spendere per cominciare
Al primo acquisto non ha senso prendere il barattolo più grande. Da trenta a cinquanta grammi bastano per due-tre settimane di consumo quotidiano e ti permettono di capire se il sapore ti piace davvero. Se bevi soprattutto matcha latte, comincia dal matcha culinario; se vuoi berlo con sola acqua, dal matcha cerimoniale. Ti servirà anche un chasen, la frusta di bambù: senza, anche un matcha costoso resterà pieno di grumi.
Se non sai da dove cominciare, questa guida alla prima scelta ti aiuterà a decidere.
Domande frequenti
Quanto dovrebbe costare un buon matcha?
Il matcha cerimoniale costa circa 15–45 € per 30–50 g, quello culinario circa 10–20 € per 100 g. Fanno circa 0,60–3,00 € a tazza per il cerimoniale e 0,20–0,40 € per il culinario. Se il prezzo è molto più basso, di solito stai comprando una raccolta successiva o un tè più vecchio.
Perché il matcha costa più del normale tè verde?
Perché l’ombreggiatura riduce la resa, le foglie migliori della prima raccolta sono spesso colte a mano e le macine di pietra impiegano un’ora per produrre 40 grammi. Inoltre consumi la foglia intera, quindi un grammo di matcha sostituisce molti più grammi di foglie di tè.
Un matcha più caro è sempre migliore?
No. In un matcha latte il cerimoniale, più caro, rende peggio del culinario, più economico, perché le sue sfumature si perdono nel latte. Il prezzo riflette la qualità della materia prima, non se quel matcha sia adatto al tuo modo di berlo.
Quante tazze si ottengono da 100 g di matcha?
Circa cinquanta, con porzioni da 2 g. Per il matcha latte, dove di solito si usano 3 g, ne ottieni circa trentatré.
Conviene comprare il matcha al supermercato?
A volte. Al supermercato si trova soprattutto in confezioni piccole, spesso economiche, ma l’origine non sempre è indicata e in qualche caso è la Cina, non il Giappone. Prima di confrontare i prezzi sullo scaffale, controlla peso, origine e colore.
Conviene comprare il matcha sfuso?
Raramente. Il matcha si ossida a contatto con aria e luce, e venderlo sfuso significa aprire più volte una confezione grande. Qui il barattolo ermetico fa parte del prodotto, non è un dettaglio secondario.





