Scegliere il primo matcha può sembrare complicato, perché i negozi sono pieni di termini come “premium”, “super premium”, “grade A” e “ceremonial blend”. In realtà la decisione si prende in due passaggi e richiede appena un minuto.
Domanda 1: come lo berrai?
Con sola acqua, o in un matcha latte in cui vuoi sentire il tè: scegli il cerimoniale. Prima raccolta, sola polpa della foglia, macinato a pietra. In appena 60 ml d’acqua un compromesso non ha dove nascondersi, quindi niente compromessi.
Per matcha latte zuccherati, smoothie, porridge e dolci da forno: scegli il culinario. Il suo profilo più deciso e robusto emerge su latte e zucchero, dove il cerimoniale semplicemente svanisce. Pagare la prima raccolta per poi seppellirla in una torta è come buttare la differenza di prezzo direttamente nella ciotola.
Non sai ancora quale strada prendere? Comincia dal culinario da 100 g. Perdona di più, costa meno e, se ti appassioni al matcha con sola acqua, il cerimoniale sarà un secondo acquisto consapevole, non un primo acquisto alla cieca.
Domanda 2: hai qualcosa con cui montarlo?
Per il matcha latte e l’uso quotidiano bastano una bella agitata in un barattolo o un montalatte. Per berlo con acqua la frusta di bambù (chasen) è insostituibile: una forchetta lascia grumi, e il montalatte sbriciola la polvere ma non crea quella schiuma densa e vellutata che cambia tutta la consistenza. Se sai fin dall’inizio che punti alla classica ciotola, un set iniziale con il chasen ti costa meno che comprarlo una settimana dopo.
Formato: 100 o 200 g?
Il matcha aperto resta al meglio per 4–8 settimane. Una ciotola al giorno sono 2 g: 100 g durano poco meno di due mesi, perfettamente dentro la finestra di freschezza. Prendi 200 g se lo bevete in due o se prepari ogni giorno un matcha latte con 3–4 g. Fare scorta di un tè che vive di colore e aroma, in realtà, ti si ritorce contro.
Cosa non fare all’inizio
- Non cominciare dal koicha. Il matcha denso ha un’intensità che può spiazzare se non sei abituato al sapore umami. Prima passa dall’usucha, il matcha leggero.
- Non comprare in base al colore di una foto. Spesso le foto hanno i colori ritoccati. Scegli in base alla descrizione della raccolta e al fatto che il venditore distingua o meno tra gli usi delle diverse polveri.
- Non farti convincere dalla parola “premium”. Non è uno standard: significa esattamente ciò che il produttore vuole che significhi. La raccolta, la parte della foglia, il metodo di macinatura: queste tre cose si possono verificare.
E un’ultima cosa, per onestà: la differenza tra un matcha buono e uno eccezionale esiste, ma è più piccola di quella tra un matcha fresco e uno vecchio. Meglio bere regolarmente un buon matcha fresco che concedersi una volta al mese un matcha costoso che ha già perso il suo sapore.





